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DIARIO DEL VIAGGIO IN GIORDANIA
"Petra night & day"
da domenica 11.05. a giovedì 15.05.2008
... e finalmente si parte... Noi una comitiva di 21 persone, in parte
dipendenti di una banca a Lugano, Svizzera con familiari ed amici, ci
siamo annunciati per questo viaggio a settembre dell’anno scorso e
adesso ci troviamo a Malpensa per la partenza con destinazione Amman.
Una volta sull’aereo della Royal Jordanian il tempo passa veloce tra
mangiare, chiacchierare e dormicchiare. Con me viaggia mia figlia. Noi
due abbiamo già viaggiato parecchio ma mai in un paese arabo e durante
il volo le dico, vedrai ci immergeremo in un altro mondo....!
All’arrivo a destinazione alle ore 21 locali la temperatura è piacevole.
Veniamo subito accolti da un addetto per le formalità doganali ed il
visto. Ritiriamo i nostri bagagli e poi veniamo accompagnati al pullman
che ci porta in albergo. Non vedo molta gente in giro oltre a noi e,
mentre stiamo andando verso il pullman, il tipo incomincia a parlare e
scherzare con me prima in inglese e quando scopre che sono di origine
tedesca mi parla un pò in tedesco e racconta che sta facendo un corso di
lingua presso la „Goethe Schule“ di Amman.
Poi saliamo sul bus e conosciamo il nostro autista Gazem e la nostra
guida Samih Sukkaf che ci accompagneranno per tutto questo viaggio.
Durante il tragitto all’albergo di circa 40 km, la nostra guida
incomincia a darci le prime informazioni su questo paese arabo che ha
visto così tanti diversi dominatori nel passato. La Giordania con una
superficie di 89'287 km2 ed una popolazione di circa 6 milioni di
abitanti è coperta dall’ 80% di deserto. Quasi un terzo della
popolazione giordana vive ad Amman, un terzo al nord ed un terzo sparso
nel resto del paese.
Una volta arrivati in albergo ad Amman ci sistemiamo ed andiamo a cena
al 13.° piano con una impressionante vista a 180° sulla città „by
night“!
Ci attende un ricco buffet con diversi antipasti a base di verdura,
pomodori, cetrioli, melanzane e purea di ceci, purea di melanzane,
formaggio fresco alla menta e timo. I piatti principiali consistono in
riso o cereali mischiati con melanzane fritte e conditi con cardamomo
con agnello o pollo, molto buono in quanto il mangiare è speziato e
quindi molto saporito, ma i dessert sono i veri protagonisti,
assolutamente da assaggiare.... diverse creme a base di pistacchi, noci
e cocco, triangolini di pasta sfoglia imbevuti di miele, tuttavia il
nostro dolce preferito si chiama Umm Ali (che significa la mamma di
Ali), uno sformato di pane, uvetta, pinoli, latte e uova e cannella,
zucchero e vaniglia, il tutto tiepido, una vera delizia....!
Dopo cena la mia amica ed io vorremmo fare due passi per digerire, ma
non osiamo andare fuori (due donne da sole in giro a piedi a
quest’ora....) e quindi decidiamo di fare tre, quattro giri nel
corridoio e poi a nanna.
L’indomani la diana è alle ore sette. Ci prepariamo e andiamo di nuovo
al ristorante del 13.° piano per la colazione. Ma che luce mattutina e
che vista su questa città in pieno movimento...!
Quando tutti sono pronti si parte in pullman verso sud, cioè verso Wadi
Rum (la valle della luna), lungo l’autostrada del deserto. Infatti, una
volta lasciata la metropoli non c’è più niente. A sinistra e a destra
dell’autostrada c’è solo sabbia. Ogni tanto si vede un branco di capre
con il loro pastore oppure un gruppetto di casupole e poi di nuovo
sabbia fino all’orizzonte.
Incomincia a fare molto caldo e per fortuna abbiamo l’aria condizionata
nel pullman.
La nostra guida continua con le sue spiegazioni sul mondo arabo ed in
particolare sui giordani, dei quali una gran parte sono di origini
beduine che è la componente fondamentale della popolazione giordana
oppure palestinesi fuggiti dalla loro terra nei conflitti
arabo-israeliani del 1948 e del 1967 e dopo la guerra del Golfo del
1991. Ci racconta come viene organizzato il matrimonio beduino, un
matrimonio combinato, per esempio il suo in quanto ha discendenza da
questo popolo.
Lui ha vissuto e studiato per diversi anni in Italia. Dopo la sua laurea
in medicina ed il rientro in Giordania per lui è arrivato il momento di
sposarsi. A quel punto sua madre deve trovargli una moglie per cui si
reca nel villaggio di sua sorella che conosce una famiglia con una
figlia in età da matrimonio. Le due donne fanno visita alla famiglia per
conoscere la ragazza. Ella si presenta in ottima maniera ed offre agli
ospiti del té e dei dolci. Dopo diversi scambi di cortesie le due donne
confermano di tornare il giorno dopo. L’indomani vanno a trovare la
famiglia di buonora, ci spiega la nostra guida, in modo da osservare la
ragazza in stato „naturale“, per vedere se ha qualche malattia nascosta
e per sentire se ha l’alito buono e relativi denti sani.
Dopodiché le famiglie si mettono d’accordo sulla dote e così i due
vengono uniti in matrimonio, che lui ci dice, dura già da oltre
vent’anni ma, sottolinea, l’amore non c’è mai stato.
Nel frattempo siamo arrivati al Wadi Rum una delle zone più belle della
Giordania e per questo protetta dalla Royal Society for the Conservation
of Nature (RSCN). Si entra nella zona dal Centro Visitatori vicino alla
montagna dei Sette Pilastri della Saggezza, un massiccio roccioso,
creatasi in centinaia di anni dalla pioggia e dal vento.
È ora di pranzo ed andiamo mangiare in una specie di accampamento
beduino trasformato in ristorante con possibilità di pernottamento in
piccole tende. Qui possiamo gustare un vero pasto da signore! Prima di
andarcene sentiamo passare un treno... un treno nel deserto? Ma come,
magari il sole ci ha fatto qualche scherzo mentale... ma no, ci spiega
Samih, c’è veramente una piccola linea ferroviaria per treni di merce
dal nord al sud e viceversa, che vediamo poi passare salendo sul muretto
davanti all’accampamento.
Poi andiamo a fare un giro nel deserto su furgoncini aperti che sono
guidati da giovani beduini nei loro vestiti lunghi ed il tipico
turbante. Siccome è molto ventoso noi donne mettiamo subito il nostro
scialle in testa e ci sentiamo anche noi in sintonia con la natura ed i
beduini.
Ci fermiamo presso una montagna rocciosa e quando ci avviciniamo
possiamo vedere bene i vari strati di colori dall’antracite al rosa ed
arancione e fino al giallo, uno spettacolo veramente impressionante! Qui
entriamo in una gola dove possiamo ammirare le incisioni ed iscrizioni
rupestri dei nabatei che passavano da qui a partire dal IV secolo a.C.,
per portare le loro merci dall’interno del paese al porto di al-Aqaba e
viceversa. Sulle pareti si possono individuare uomini, donne e bambini,
dromedari e soggetti di caccia.
Al ritorno verso il pullman ci fermiamo un attimo al posto dove, ci
spiega Samih, accampava Lawrence d’Arabia il protagonista della Grande
Rivolta Araba.
Una volta sul pullman veniamo guidati a Wadi Musa (la valle di Mosé),
dove ci sistemiamo velocemente in albergo, poi la cena ed infine andiamo
a vedere Petra di notte.
Si entra nel siq di Petra, l’antica città dei nabatei, tramite un
cancello d’entrata e si prosegue la camminata lungo la stretta gola
illuminata da centinaia di candele per circa un kilometro fino
all’improvvisa apertura dove c’è il più famoso monumento, conosciuto
come il „tesoro del faraone“ al-Khaznah, illuminato da centinaia di
candele sulla piazza antistante. La gente si siede per terra su coperte
messe a disposizione e sorseggiando un té si può ascoltare un beduino
che suona il flauto. Uno scenario magico.....e molto emozionante!
Dopo questo piccolo spettacolo ritorniamo a piedi fino al cancello di
Petra e poi in bus all’albergo ed oramai la stanchezza si fa sentire.
Andiamo subito al letto perché domani ci aspetta un’altra giornata con
un programma intensissimo, Petra di giorno...!
All’indomani è una giornata limpidissima e subito dopo colazione veniamo
portati all’entrata del siq di Petra. Qui il nostro gruppo si divide ed
una parte di noi va a cavallo verso il tesoro del faraone, altri a piedi
ed un terzo gruppo in calesse. Come possiamo vedere bene di giorno il
siq è una stretta tra due ripide pareti rocciose multicolore ed
attraversandolo si possono ammirare i resti dell’arco trionfale, delle
tombe ed il sistema di canalizzazione che questo popolo aveva scavato
nelle rocce. Ci ritroviamo tutti in gruppo al piazzale antistante al
tesoro del faraone, il monumento più spettacolare di Petra. Facciamo le
nostre foto ricordo e proseguiamo la nostra camminata lungo il siq
esterno, che è più largo, e dove vediamo diverse tombe, facciate di
templi e luoghi di culto scavate nelle rocce, il teatro capace di
accogliere 3000 spettatori ed i resti di una via colonnata. Mentre Samih
ci dà tutte le spiegazioni su questo antico luogo, mi faccio trasportare
dalla mente 2000 anni indietro e cerco di immaginarmi la vita in questa
città....!
Dopo pranzo saliamo sulla scalinata di circa 850 gradini (non proprio
1000 come descritto in alcune guide turistiche), alcuni del nostro
gruppo sul dorso di un mulo, sulla montagna per vedere il gigantesco
monastero, el Deir. È veramente imponente e ci fa capire come noi siamo
piccoli. In ogni caso valeva la pena di fare la faticosa salita fin qui.
Dopo una breve pausa con un rinfrescante tè andiamo verso il punto
panoramico da cui si godono spettacolari vedute sulla catena montuosa e
sullo wadi al-Arabah.
Qui sopra troviamo una tenda shop e meravigliosi gioielli in argento e
souvenirs. Una parte del ricavato è destinato alla Fondazione della
Regina Noor per le donne bisognose. Questa mi sembra un’ottima cosa e
decido di comprarmi un bellissimo braccialetto di argento al quarzo
rosa.
Poi scendiamo giù a Petra e ritorniamo lungo il siq verso il cancello
dove ci aspetta il nostro bus. A quest’ora del pomeriggio inoltrato, la
luce del sole dà a questa città antica un quasi indescrivibile colore
stupendo in tutte le tonalità di rosa. Nonostante la grande stanchezza
che si fa sentire siamo tutti quanti affascinati da questo scenario che
ci regala una grande emozione!
Al ritorno veniamo direttamente accompagnati al Ristorante „Petra
Kitchen“, dove possiamo partecipare nella preparazione, insieme allo
staff del ristorante, di un pasto giordano. Tutto è molto divertente,
tra scherzi e risate.
Dopo cena non vediamo il momento di arrivare in albergo per fare una
doccia veloce ed una bella dormita per poterci godere in pieno la nostra
ultima giornata di questo interessante viaggio.
Anche questa giornata incomincia con un sole splendido e dopo il check
out dell’albergo si parte verso la fortezza di al-Karak lungo la strada
dei rei.
Il castello crociato sorge su uno sperone roccioso di quasi 1000 m di
altitudine, in posizione panoramica e visibile da lontano. La vista
spazia fino al Mar Morto e alla valle del Giordano. Vicino all’ingresso
si trova un piccolo museo con vari strumenti risalenti ai tempi dei
grechi e nabatei. Percorriamo le diverse sale ed il corridoio che
serviva per alloggiare i cavalli ed il piano dove si aprono alcune
stanze e le cucine in cui sono conservati i resti del frantoio e del
forno.
Poi ritorniamo all’ingresso e saliamo di nuovo sul pullman per
proseguire la nostra gita verso Jarash o Jerash, l’antica città greco –
romana „Gerasa“.
Si entra dall’arco di Adriano, conosciuto anche come „arco di trionfo“.
Samih ci racconta la storia di questo sito archeologico. Per onorare
l’arrivo dell’imperatore Adriano a „Gerasa“ e l’ingresso principale
della città venne costruito questo monumento di color ocra con raffinate
decorazioni. Passiamo l’ippodromo ed andiamo verso la piazza ovale che
si trova tuttora in perfetto stato di conservazione. Da qui ci dirigiamo
verso il grande teatro che riusciva ad ospitare fino a 3500 spettatori,
suddivisi in file di sedili contrassegnati da lettere greche incise
nella pietra che servivano per le prenotazioni dei posti. Il teatro ha
una perfetta acustica, come ci fa provare Samih, mettendoci in un
preciso punto del podio e parlando ad alta voce. Saliamo i ripidissimi
gradini fino all’ultima fila e dall’alto possiamo perfettamente
immaginarci uno spettacolo teatrale. Poi arrivano veramente due
musicisti in divisa militare della guardia reale che suonano con la
cornamusa musica araba. Noi gli ascoltiamo con grande stupore…, ma come,
la cornamusa in Giordania? Ma Samih sa fornirci la spiegazione e ci
racconta che nel dopoguerra la Giordania per alcuni anni è stata sotto
protettorato inglese e come si vede ha mantenuto qualcosa di britannico.
Dopo questo simpatico spettacolo ci rechiamo verso il tempio di Artemide,
protettrice di Jarash. Il tempio è caratterizzato dalle raffinate
colonne che, per la loro particolare costruzione a incastro, hanno lo
strano effetto di oscillare impercettibilmente. Infatti, Samih ci fa
provare e dice di mettere la mano nella fessura…. ed è vero, si sente
ondeggiare la colonna!
Da qui, attraversando il Cardo Maximus, una larga strada porticata,
torniamo alla Piazza Ovale ed infine torniamo al nostro pullman che ci
porta ad Amman.
Sul pullman Samih ci regala una piccola sorpresa e ci porta a fare un
piccolo giro in città (fuori programma). Grazie Samih!
Avvicinandoci alla capitale possiamo vedere l’altissimo pennone dal
quale sventola la bandiera giordana, che si vede da ogni punto della
città. In centro c’è tanto traffico a quest’ora di sera, però possiamo
comunque vedere l’entrata del palazzo reale e dare un’occhiata su questa
città movimentata. Con malinconia realizziamo come sono passati
velocemente questi giorni ed è arrivato il momento di salutarci dai
nostri accompagnatori.
Più tardi a cena in albergo, noi, un gruppo di donne sedute assieme a
tavola, tra un buon piatto di mezzeh (antipasti) ed un bicchiere di vino
bianco, ripassiamo le esperienze vissute e tra una risata e l’altra ci
raccontiamo alcuni aneddoti di questi 5 giorni.
L’indomani al check-out dell’albergo ci aspetta, per la nostra sorpresa,
Samih che vuole accertarsi che tutto va bene e nessuno ha dimenticato
niente!
Poi ci salutiamo davvero, un abbraccio ed un caloroso shukran al
simpatico Samih, la nostra guida, che sapeva raccontarci con grande
passione la ricchissima storia del suo paese ed è stato disponibile in
ogni momento a fornirci spiegazioni ed informazioni sulla sua terra, la
Giordania, come pure al nostro abile autista che sapeva gestire ogni
situazione.
Un enorme merci alla nostra organizzatrice di questo indimenticabile
viaggio, la mitica Mireille, la padrona !
Inshallah.
Martina Salvato
Schmieder – 04/06/08
 
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